Granulociti

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GRANULOCITI

Elenchiamo delle caratteristiche generali:

  • Il nucleo ha forma lobata, e i lobi sono tenuti assieme per mezzo di sottili filamenti di cromatina;
  • Nel loro citoplasma si distinguono due tipologie principali di granuli:
    • Primari o azzurrofili → la perossidasi è l’enzima marcatore;
    • Secondari o specifici → la fosfatasi alcalina è l’enzima marcatore.
  • I granulociti si differenziano da linfociti e monociti per la loro incapacità di dividersi.

Granulociti neutrofili

I granulociti neutrofili rappresentano il 60-70% dei leucociti circolanti. Si tratta di cellule mobili con intensa attività antimicrobica, in particolare contro batteri e miceti; attraverso un processo di migrazione direzionale definito chemotassi si dirigono verso il sito danneggiato. Caratteristiche fondamentali:

  • Nucleo centrale con cromatina molto densa;
  • Dai 2 ai 5 lobi connessi per mezzo di filamenti di cromatina;
  • Nucleolo non visibile;
  • Citoscheletro molto ben sviluppato → svolge un ruolo fondamentale nei processi di fagocitosi ed esocitosi.

Negli strisci di sangue di soggetti femminili si può osservare il cosiddetto corpo di Barr o drumstick → è una piccola appendice di cromatina associata ad uno dei lobi nucleari, che rappresenta uno dei due cromosomi X inattivo geneticamente.

Nel loro citoplasma troveremo i seguenti granuli:

  • Granuli primari o azzurrofili:
    • Originano dalla faccia concava del complesso di Golgi;
    • Sono meno numerosi ma più grandi dei granuli secondari;
    • Si tratta di lisosomi primari in grado di fondersi con delle vescicole fagocitiche → rilasciano enzimi idrolitici all’interno di queste vescicole in modo tale che il materiale in esse contenuto possa essere degradato. Un esempio di questi enzimi è dato dal lisozima, in grado di degradare la parete cellulare degli elementi batterici.
  • Granuli secondari o specifici:
    • Originano dalla faccia convessa del complesso di Golgi;
    • Sono molto più numerosi dei primi e originano più tardivamente nel processo di granulocitopoiesi;
    • Sono privi delle idrolasi acide che caratterizzano i granuli primari; piuttosto contengono alcuni composti antibatterici e alcune proteine che possono fondersi con la membrana dei neutrofili → in questo modo contribuiscono alla loro fusione e all’attraversamento degli endoteli (es. attivatore del plasminogeno e fosfatasi alcalina).
  • Granuli terziari o ricchi in gelatinasi → morfologicamente molto simili ai granuli secondari, ma ricchi in gelatinasi: si tratta di un enzima in grado di degradare la lamina basale e quindi favorire la migrazione dei neutrofili.

Oltre a queste 3 tipologie di granuli, nel citoplasma dei neutrofili troviamo anche numerose vescicole secretorie → assieme a granuli secondari e terziari rappresentano una riserva di proteine della membrana plasmatica che all’occorrenza possono tranquillamente essere traslocate sulla superficie cellulare.

Atlante

Granulocita eosinofilo

Ossificazione intramembranosa

Ossificazione intramembranosa

Ossificazione intramembranosa

Ossificazione endocondrale

Muscolo liscio

Muscolo liscio

Muscolo liscio