Piastrine

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PIASTRINE/TROMBOCITI

Si tratta di piccoli frammenti citoplasmatici che svolgono un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione del sangue; originano dalla frammentazione dei megacariociti e la loro produzione è sotto il controllo della trombopoietina, una glicoproteina prodotta da reni e fegato. Le piastrine hanno una forma biconvessa e sono prive di nucleo, ma contengono diversi organelli citoplasmatici. L’attivazione piastrinica avviene a seguita di una lesione dell’endotelio, con successiva esposizione delle fibre collagene. Hanno due porzioni:

  • Ialomero → zona periferica costituita da microtubuli e microfilamenti che regolano la forma delle piastrine;
  • Granulomero → zona centrale in cui sono presenti gli organelli citoplasmatici e diversi tipi di granuli (li vedremo dopo). La membrana plasmatica risulta rivestita dal glicocalice, costituito da proteoglicani e glicoproteine che svolgono importanti funzioni recettoriali e partecipano ai meccanismi di aggregazione e adesione piastrinica sulle superfici vasali danneggiate. Tra questi abbiamo:
  • Glicoproteina 1b → è coinvolta nell’adesione delle piastrine al fattore di Von Willebrand. Quest’ultimo, a sua volta, si lega al fattore VIII della coagulazione al fine di determinare l’adesione delle piastrine all’endotelio vascolare;
  • Glicoproteina 2b-GP3alpha → lega il fibrinogeno;
  • Integrina alpha2-beta1 → è coinvolta nell’interazione tra piastrine e il collagene della matrice sede del danno. A livello della membrana della piastrina troviamo numerose invaginazioni che rappresentano il cosiddetto sistema canalicolare → questo permette l’assorbimento dei fattori di coagulazione da parte della membrana, e al tempo stesso funziona da condotto per il rilascio dei prodotti contenuti nei granuli delle piastrine. Esiste anche un sistema tubulare denso, la cui funzione è quella di accumulare e rilasciare ioni calcio, che sono indispensabili per l’attivazione delle funzioni piastriniche.